Zona Magenta e Sant’Ambrogio

La porzione ovest del centro storico ha un’identità plurale: da una parte la Milano di Santa Maria delle Grazie e dei palazzi eleganti che si affacciano su corso Magenta, dall’altra quella della seconda chiesa della città: Sant’Ambrogio. In mezzo Mediolanum, la Capitale dell’Impero Romano d’Occidente. [Portale Milano: Zona Magenta e Sant’Ambrogio]

Zona Magenta e Santa Maria delle Grazie
La zona si sviluppa lungo l’omonimo corso così chiamato dopo il 1859 per celebrare la vittoria riportata dai franco-piemontesi contro gli Austriaci a Magenta. Il quartiere ha origine sul finire del Quattrocento su impulso di Ludovico il Moro che promuove l’edificazione del cosiddetto “Borgo delle Grazie”, dove si insediano le residenze dei suoi cortigiani più fidati. Oggi l’area è caratterizzata da una straordinaria ricchezza di testimonianze storico-artistiche appartenenti a diverse epoche: sicuramente la più nota è il complesso di Santa Maria delle Grazie, dal 1980 nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco, al cui interno si può ammirare la famosissima Ultima cena di Leonardo.

La porta di accesso alla Milano romana
Una passeggiata lungo Corso Magenta – a piedi o in tram – permette una vera e propria visita turistica. Da Santa Maria delle Grazie verso il centro città, si incontra per primo il Palazzo delle Stelline, ex monastero benedettino ora centro convegni: il parco annesso sorge sui celebri “Orti di Leonardo”, terreni a vigneto che Ludovico il Moro gli avrebbe donato per ricompensarlo dei numerosi lavori realizzati. Più avanti, in poche decine di metri si concentrano Palazzo Litta con il Teatro omonimo, il Civico Museo Archeologico e la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Con una piccola deviazione, è possibile scoprire uno scorcio di città affascinante e poco noto. Imboccando via Brisa, si entra nella “Milano romana”: i resti del Palazzo Imperiale (III-IV sec.), direttamente collegato al vicino circo, insieme alla torre di Ansperto – all’interno del Museo Archeologico – sono tra le poche testimonianze materiali del periodo in cui Mediolanum è stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente e sede ufficiale dell’imperatore.

Verso Sant’Ambrogio
Procedendo verso sud-ovest, sia arriva in Piazza Sant’Ambrogio e lo scenario cambia nuovamente: la basilica omonima è tradizionalmente considerata, per importanza, la seconda chiesa di Milano e rappresenta un elemento di riferimento dell’identità cittadina e dell’immagine della città. Edificata tra il 379 e il 386 per volere del vescovo Ambrogio, nel 789 è affiancata da un monastero benedettino. Nonostante l’aspetto attuale sia in gran parte frutto dei restauri ottocenteschi, la basilica è la più importante espressione del romanico lombardo. La zona, inoltre, è molto frequentata non solo dai turisti ma anche dagli studenti perché ospita l’Università Cattolica del Sacro Cuore, fondata da padre Agostino Gemelli nel 1921. La sede, pur realizzata tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, ingloba l’antico monastero cistercense di Sant’Ambrogio tra cui i famosi Chiostri Bramanteschi.

Il genio milanese e Leonardo
Non lontano si trova la chiesa di San Vittore al Corpo, la cui area ospitava sin dal IV secolo alcune basiliche sepolcrali paleocristiane e il Mausoleo imperiale. L’ex monastero, ristrutturato negli anni Cinquanta del Novecento, ospita il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e rappresenta l’istituzione museale cittadina più vicina allo spirito di Milano: le sue ricche collezioni, provenienti da lasciti di importanti istituti e gruppi industriali, ricostruiscono le tappe dell’evoluzione scientifica attraverso circa 10.000 oggetti esposti nei 40.000 mq del museo. Dall’agosto del 2005, a lato del padiglione ferroviario, è esposto il celebre sottomarino Enrico Toti. Di particolare interesse, poi, è la Galleria Leonardo da Vinci con una raccolta di macchinari progettati dal Leonardo scienziato e inventore, accuratamente ricostruiti in modelli lignei.

Written by: pjhooker
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