Open data e responsabilità civile

Forse hai sentito parlare di open source e open data ma non hai mai approfondito veramente la questione.

In questo articolo non voglio entrare nello specifico dell’etimologia di questi termini, anche perchè in rete ci sono fior fiore di articoli ben fatti, ma è comunque il caso di spenderci due parole giusto per capire di cosa si sta parlando.

QGIS, Openstreetmap e geoportali ai più suonano come termini nuovi, ma più semplicemente da una parte abbiamo 1) software GIS (Geographic Information System) di libero utilizzo per la lettura, elaborazione e analisi dei dati, e dall’altra 2) enormi basi dati territoriali, messe a disposizione dalle pubbliche amministrazioni su ambiente, territorio, popolazione, attività commerciali, cultura e altro ancora.

Forse non tutti lo sanno ma è così! Abbiamo a disposizione una grossa quantità di dati che possono essere utilizzati per l’analisi della città e del suo “utilizzo”, e quindi per il relativo miglioramento, ma anche gli strumenti per farlo. Naturalmente non tutti i comuni o regioni mettono a disposizione i dati nonostante esista una direttiva della Comunità Europea del 2003 – in materia di condivisione dei dati – e nonostante l’Open data rientri tra le attività previste dal Decreto Semplificazioni, introdotto dal Governo Monti nel 2010.

Abbiamo quindi a disposizione dati provenienti da enti pubblici e da progetti collaborativi come Openstreetmap, che punta ad una raccolta mondiale dei dati territoriali (wikipedia).

Come si possono utilizzare gli open data?

È possibile localizzare la concentrazione degli incidenti stradali attraverso i dati pubblicati sui portali comunali al fine aumentare la sicurezza, localizzare i crimini commessi per studiarne le dinamiche, o ancora individuare le zone in cui non possono essere aperte sale slot per la prossimità ai luoghi sensibili.

Oppure più semplicemente possono essere realizzate carte e mappe che mostrano in maniera chiara ai cittadini i servizi a loro disposizione.

Un esempio? Tempo fa abbiamo cercato una mappa navigabile dei varchi ztl e Area C del Comune di Milano e ,non trovandola, abbiamo deciso di realizzarla. Una mappa molto semplice ma utile.

Ecco cosa vogliamo fare!

Ci sono dati che non sono mai stati raccolti e possono avere un ruolo rilevante per tutta la comunità ma hanno bisogno del suo sostegno. Ad esempio se tutti i ciclisti urbani pubblicassero i tracciati gps (ottenibili con la maggior parte delle applicazioni gratuite disponibili) sarebbe possibile effettuare analisi geostatistiche sui percorsi che necessitano realmente del potenziamento o della realizzazione di piste ciclabili, oppure di quelle sottoutilizzate; a questo link un ottimo esempio di analisi. Tutti dati utili anche alle pubbliche amministrazioni.

ref: Studio sull’utilizzo di una infrastruttura ciclabile con QGIS di Massimilano Moraca

Ecco un esempio di heatmap (mappa di calore) realizzata da Strava attraverso la sovrapposizione di tutti i percorsi registrati dai ciclisti tramite app. In questo caso è possibile ricevere i dati con licenza a pagamento.

Questo è il nostro scopo: raccogliere, elaborare, analizzare, costruire mappe e rendere accessibili i dati utili al miglior funzionamento della città e della vita dei cittadini. Discariche abusive, luoghi del crimine, parcheggi abusivi, sale slot e altro ancora.

Un servizio realizzato dalla/per la comunità lontano da logiche commerciali.

Penso sia nostra responsabilità civile mettere in gioco le nostre competenze per la realizzazione di servizi utili alla società.

Hai delle domande? Leggendo l’articolo ti è venuto in mente che ti piacerebbe visualizzare informazioni relative alla localizzazione di servizi o altro? Scrivici! Ogni idea è benvenuta.

 

  • Articolo interessante e grazie per aver inserito un link al mio piccolo case study 🙂