Terra dei Fuochi: la mappa web

 

Acerra, Afragola, Caivano, Calvizzano, Casalnuovo di Napoli, Casamarciano, Casandrino, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Napoli, Nola, Palma Campania, Pomigliano d’Arco, Qualiano, Roccarainola, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Villaricca, Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Frignano, Villa di Briano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa Literno.

Questi i nomi dei 57 comuni che tra la Caserta e Napoli sono interessati da sversamenti e smaltimenti abusivi di rifiuti tossici, roghi e abbandono incontrollato di materiale di ogni genere. Terra morta. Questa è la Terra dei fuochi, caratterizzata, secondo le indagini svolte da metà degli anni 80 ad oggi, da un volume di rifiuti gestiti dai clan mafiosi che ammonta a un milione di tonnellate.

Questo articolo vuole presentare una mappa nata da una banale ricerca su internet: interessato a capire quali fossero effettivamente i terreni inquinati e, non trovandone mappe chiare, ho deciso di costruirne una. Con questa mappa non si raccontano storie, non si ricostruiscono fatti e non si riportano statistiche sui terreni agricoli in cui si sospetta siano state sversate o interrate tonnellate di rifiuti tossici o nucleari o sui fumi dei roghi tossici.

Questa mappa è stata realizzata unendo e riorganizzando i dati provenienti da diverse fonti. Nulla è stato aggiunto rispetto al lavoro e la dedizione di altri, gli è semplicemente stata data una veste grafica differente. Il sito laterradeifuochi.it è stato la fonte principale di dati e informazioni, seguito da altre risorse web come fanpage.it e le inchieste video delle Iene. Gli elementi riportati in mappa riguardano principalmente le segnalazioni di cittadini su roghi tossici e depositi di rifiuti speciali e urbani e le aree sospette di contaminazione.

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La mappa è però carente di alcune informazioni fondamentali: i segnaposto rappresentano i siti inquinati in maniera puntuale ma, per ora, non è stato possibile calcolare la direzione e la diffusione degli inquinanti nel terreno. Quindi workinprogress…

Il Governo non ha ancora diffuso la relazione scientifica che indica la localizzazione ufficiale dei siti inquinati, quindi tutte le informazioni riportate nella mappa non hanno carattere di ufficialità.

Ho realizzato questa mappa perchè fin dal primo documentario che ho visto sul tema sono stato molto scioccato dalla freddezza con cui popolazioni intere vengono sottoposte a un massiccio avvelenamento di massa, senza nessuno scrupolo sulle conseguenze che, nel tempo, cancelleranno generazioni. E’ quindi nostra responsabilità diffondere e creare conoscenza con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.