Tra il dire e il fare

Un altro aperitivo ha fatto incontrare, quasi per caso, alcuni ragazzi/e per parlare della propria città. A Milano la concentrazione di persone è una delle realtà al top d’Europa e per questo è molto dinamica, ma non è detto che è facile raggruppare persone per parlare di questo argomento.

Per capire che tipo di città è Milano, analizziamo brevemente alcuni dati: ogni giorno 1,167m pendolari entrano in città, per vari motivi  e si aggiungono agli 1,251m di residenti. Fare crescere interesse di questo tipo oppure di altro genere, non è difficile, ma neanche così scontato!

Ciò che non è scontato, almeno in Italia è proprio l’interesse: città, mappe e una visione pratica della geografia e dell’urbanistica.

Milano: Città e mappe

Tutti ormai ci affidiamo alle mappe di bigG, per fare ricerche di ogni tipo, ma ci si può rendere conto quanto è difficile trovare una panetteria di sera che sforna tranci di pizza calda oppure un bar con le slot machine.

Proprio quest’ultimo è parte di una della prime idee di questo gruppo GIStonic, che vorrebbe proprio sapere quali sono i bar con le slot-machine, non per andarci a giocare, ma per vedere dove sono posizionati e se nei d’intorni ci sono servizi pubblici sensibili, come scuole e parchi gioco.

Nell’era dei bigData questo è proprio un controsenso, tanto come per trovare il numero 1.167m di persone che alla mattina arrivano a Milano, che dovrebbe essere molto facile, ma mi ha portato via circa 30min, per fare delle elaborazioni che mi viene difficile da spiegare…

Visualizzare su una mappa le nostre idee o semplicemente i nostri articoli, è ciò che ha colpito ognuno di noi e strumenti come OpenStreetMap e uMap, stanno cambiando le regole che fanno vedere le mappe e i GIS come qualcosa di misterioso e rilegato a uffici tecnici all’avanguardia.

Provate a pensare a quelle associazioni o comitati di quartiere che tentano di salvare un viale alberato, ma alla fine qualcuno si chiede veramente dove sia o semplicemente non se lo chiede neanche, perché pensa che una idea su mappa, costa troppo! Oppure bisogna aspettare settimane per la stampa di un volantino con una mappa di Google sgranata con un punto stile “I’m here” … che tra l’altro la licenza di Google non permette di stampare le sue mappe …

Ieri sera ci siamo resi conto che creare una mappa online è forse più facile che creare un file PDF … allora perché lasciarci travolgere dalle abitudini ereditate dalle mentalità chiuse dei nostri colleghi? Perché non dire con assoluta franchezza che tu “tecnico che usi il CAD” per fare una mappa stai sprecando il tuo tempo? Perché investire soldi pubblici e risorse su mega progetti, in cui i dati raccolti sono già vecchi alla fine del progetto stesso?

Personalmente mi piacerebbe fare girare un po’ la voce, ma non è così importante raccogliere un gran numero di “partecipanti”. Penso sia meglio fare i nostri piccoli passi e diventare così un semplice punto di riferimento per sviluppare quei piccoli progetti e magari accogliere le proposte di esterni che vedono nel nostro Urban Sense un caposaldo a cui semplicemente chiedere.

Il motivo? Chi sta partecipando a questo gruppo, non si è reso conto, che oltre ad essere divertente e oltre aver trovato un po’ di chiacchere da bar più interessanti, alla fine sta anche imparando cose nuove? Se questo è il vero motivo, probabilmente siamo sulla buona strada!